Fase 2 e sanificazioni: in arrivo finanziamenti e controlli! Meglio avere la certificazione.

Aggiornato il: giu 30


La sanificazione e la pulizia sono adempimenti indispensabili per la ripartenza di tutte le attività (aziende, studi professionali, negozi) e in alcuni casi devono essere ripetute anche più volte al giorno, per assicurare elevati standard di tutela della salute delle persone.


È previsto un bonus fiscale nella misura del credito d’imposta del 50% che potrebbe essere incrementato al 60%: staremo a vedere il decreto legge ‘Rilancio’ nei prossimi giorni.


Intanto le imprese devono lavorare e possono affidare la sanificazione a personale interno o eseguirla direttamente. Questo perchè? Perchè l’indicazione normativa sul tema è contenuta nella circolare del ministero della Salute 5443 del 22 febbraio 2020 che prevede quali prodotti usare: varechina allo 0,1% o etanolo al 70 per cento.


Sanificazione in autonomia e autocertificazione

Anche le regioni hanno confermato la possibilità della sanificazione fai da te con alcuni provvedimenti: per esempio in Toscana il datore di lavoro registra anche con autodichiarazione le operazioni effettuate.


Se non ci sono provvedimenti normativi di nessun genere bisogna tener presente una cosa: ciascun datore di lavoro può autocertificare la propria attività di pulizia purché utilizzi i prodotti detergenti previsti dalla legge.


Il suggerimento è quello di mantenere traccia delle procedure adottate e tenere prova d’acquisto dei prodotti e/o dei macchinari impiegati, soprattutto per gli eventuali controlli che verranno effettuati dagli ispettorati del lavoro o dalle aziende sanitarie competenti.

Anche la circolare dei Consulenti del lavoro n. 12 del 6 maggio 2020 prevede che debba essere istruito il lavoratore su come deve comportarsi nello specifico e bisogna tenere traccia, mediante apposito verbale, dichiarando ciò che è stato fatto anche nell'ambito della formazione del cliente.


Esiste comunque l’obbligo di sanificazione degli impianti di aria condizionata: il Rapporto ISS Covid-19 n. 5/2020 prevede la massima pulizia degli impianti che diversamente devono restare spenti, prevedendo anche per i privati la pulizia regolare di prese e griglie di ventilazione dell’aria condizionata, mediante panni inumiditi con acqua e sapone o con alcol etilico al 75%, suggerendo pure la pulizia dei filtri ogni quattro settimane.


Budget aumentato sino a 5 volte per le agevolazioni

L’articolo 64 del decreto “Cura Italia” prevede un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione. Il decreto di prossima uscita prevederà l’aumento della percentuale di credito di imposta al 60%, includendo tra gli aventi diritto pure gli enti del terzo settore.


Inoltre il governo sta vagliando l’ipotesi di triplicare il tetto di spesa dell’anno 2020 per i singoli beneficiari delle agevolazioni, portandolo da 20.000 € a 60.000 € e quintuplicando da 50 milioni a 250 milioni lo stanziamento massimo di fondi per procedure volte alla sanificazione e all’adozione dei più elevati standard di tutela dell’igiene e della salute delle persone su luoghi di lavoro.


400 milioni di euro in arrivo dall’Inail

Anche l’INAIL farà la sua parte per gli interventi straordinari, tra cui l’acquisto di dispositivi per la sanificazione e i dpi.

L’agevolazione riguarda le procedure di sanificazione e l'acquisto di disinfettanti, mascherine, pannelli protettivi, guanti, calzari e in generale dei Dpi necessari a eliminare o ridurre i rischi di contagio da covid-19.

Si attende il decreto attuativo del Mise che dovrebbe chiarire pure se sono agevolate le sanificazioni fatte da tutte le imprese di pulizia o solo da quelle ex DM 247/1997.


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